Il Nodo Compagnia teatrale
 

Le Furberie di Scapino

di Moliere

Farsa

 
   
 
Le Furberie di Scapino
     
 
Commedie Teatro di intrattenimento

COMMENTO

“Ho ricevuto dal cielo un talento per tutte quelle trovate di spirito, quegli ingegnosi intrighi amorosi che la gente ignorante chiama furberie.”

Così si giustifica Scapino al suo ingresso in scena spiegando con semplicità il titolo della commedia e mettendo subito in chiaro quale ne sarà l'andamento.

Affronto questa messinscena, senza pretese, per divertirmi sperando di divertire, facendo quel vecchio mestiere del teatro che tanto mi piace.

Tutto qui.

Ho chiesto aiuto ai miei amici, che condividono con me questa passione da tanti anni, e grazie alla loro dedizione, bravura, professionalità, ma soprattutto, grazie alla loro pazienza, abbiamo "messo insieme", in modo a tratti irriverente, questo allestimento. Non ce ne vogliano i benpensanti ma lo stesso Molière credo saprebbe comprendere la bontà dell'intento e l'atteggiamento frivolo con cui l'abbiamo affrontato.

Finora ci siamo divertiti e cercheremo di trasmetterlo a chi ci verrà a vedere.

Scapino è una maschera derivante dallo Zanni (nel nome è insita la sua predisposizione alla fuga), è il servo scaltro imbroglione e vigliacco, portato in Francia dagli attori italiani della commedia dell’arte. Una sorta di Brighella, che popola le scene francesi sul finire del ‘600.

Nell’interpretazione di Molière, che mal sopporta, com'è noto, ipocrisia e codardia, Scapino assume il ruolo del briccone gentiluomo, una sorta di Robin Hood che imbroglia, deruba e maltratta i vecchi, che rappresentano l’avidità, il conservatorismo, l’ipocrisia, a beneficio dell’amore, dei buoni sentimenti e delle proposizioni inconsistenti dei giovani amanti.

"Odio quei Pusillanimi che, prevedendo quello che potrà accadere, non osano intraprendere mai niente." E ancora: "La tranquillità in amore non è mai piacevole. Una felicità ininterrotta annoia. Nella vita ci vogliono alti e bassi e le difficoltà risvegliano gli ardori, aggiungono gioia al piacere." Per finire con: "Il mio padrone nutre sentimenti onesti e io non mi sarei immischiato in questa faccenda se fosse stato altrimenti.” Leggere Molière è per me qualcosa più prossimo alla lettura di una partitura che a quella di un libro. In un copione teatrale come questo si leggono fra le righe tutti i meccanismi e le dinamiche utili alla messa in scena.

Questa è la nostra proposta, una commedia non istituzionale e non sempre corretta nella ripetizione del testo ma attenta nella lettura dei ritmi, dei tempi comici, dei lazzi.

Le tematiche restano, ci auguriamo integre, ma forziamo la mano sull’aspetto più comico, esagerando un po'.

Non di rado guardo il mondo chiedendomi se questo eccesso sia poi così fuorviante dalla realtà.

A. Cella

 

 

Rappresentata per la prima volta nel 1671, la commedia Le furberie di Scapino (Les fourberies de Scapin), che presenta le caratteristiche tradizionali dell'intrigo e della farsa, ebbe subito diciotto rappresentazioni consecutive.

Il suo autore, Jean Baptiste Poquelin, detto Molière, nacque a Parigi il 15 gennaio 1622 ed avrebbe dovuto ereditare dal padre la carica di tappezziere di corte e le mansioni di valletto del re Luigi XIII.

Dotato di vivace intelligenza, ottenne di proseguire gli studi e si laureò in legge, ma una vocazione irresistibile lo trascinava verso il teatro.

Nel 1643, assunto lo pseudonimo di Molière, divenne direttore di una compagnia teatrale, e per dodici anni percorse la Francia improvvisando commedie e farse, delle quali egli stesso era il brillante protagonista. Imitatore dapprima del teatro italiano e spagnolo, seppe trovare ben presto un suo stile per presentare con vivacità la società francese del suo tempo.

Ottenuta la protezione di Luigi XIV, il Re Sole, dal 1660 si stabili a corte, e riuscì a comporre ben ventinove commedie, pur continuando a recitare e a dirigere il teatro.

...continua



Spettacolo di repertorio non più disponibile per la messa in scena.

Regia   Alberto Cella
     
Tecnico di palcoscenico   Alessandro Viespoli
Segreteria   Serena Signori
Ufficio stampa   Federica Ghidini
     
Personaggi   Interpreti
SCAPINO, scaltro servo di Leandro   Alberto Cella
ARGANTE, padre di Ottavio e di Zerbinetta   Raffaello Malesci
GERONTE, padre di Leandro e di Giacinta   Davide Cornacchione
OTTAVIO, figlio di Argante e innamorato di Giacinta   Francesco Buffoli
LEANDRO, figlio di Geronte e innamorato di Zerbinetta   Danilo Furnari
ZERBINETTA, creduta zingara e riconosciuta come figlia di Argante, innamorata di Leandro   Elisa Benedetti
GIACINTA, figlia di Geronte e innamorata di Ottavio   Silvia Lobertini
SILVESTRO, servo di Ottavio   Daniele Bottini
NERINA, nutrice di Giacinta   Guglielmina Ferrara
     
     
       
       
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