Tutto per bene

di Luigi Pirandello

(La Scuola dell'Attore 2013 - 2014)


Tutto per bene è una commedia in tre atti di Luigi Pirandello del 1920, tratta dall'omonima novella del 1906. La vicenda ruota attorno al personaggio di Martino Lori, un uomo che vive nel costante e devoto culto della memoria della moglie defunta, convinto di aver trascorso con lei un matrimonio felice e basato sulla fedeltà. Per lunghi anni Lori accetta con sottomissione la freddezza e il disprezzo della figlia Gianetta, la quale cresce sotto la protezione e la guida del senatore Marco Verona, un influente amico di famiglia che provvede anche al mantenimento economico della ragazza e ne favorisce il matrimonio con un nobile.

La situazione precipita e si ribalta drasticamente quando la giovane si sposa e Lori viene escluso dalla sua vita. A quel punto l'uomo scopre l'amara e dolorosa verità: Gianetta non è sua figlia, bensì il frutto di una passata e prolungata relazione clandestina tra la moglie defunta e il senatore Verona. Il vero dramma per Martino Lori non è soltanto la scoperta del tradimento, ma la consapevolezza che tutti lo hanno sempre creduto consapevole dell'inganno. La società, gli amici e la stessa Gianetta lo ritenevano un uomo cinico, un ipocrita e un complice silenzioso che aveva accettato la situazione e i favori economici del senatore per pura convenienza.

Egli si rende conto di essere stato considerato da tutti non solo un miserabile ma anche un imbecille, intrappolato in una maschera sociale che non si era mai scelto. Di fronte al disprezzo generale e alla perdita della propria dignità, Lori inizialmente medita la vendetta e vorrebbe gridare al mondo la sua totale innocenza e buona fede. Tuttavia si accorge ben presto che ribellarsi è impossibile perché nessuno gli crederebbe, e la verità distruggerebbe il matrimonio e la felicità di Gianetta.

Nel finale l'affetto della ragazza si rivela autentico e privo di inganno e Lori sceglie il silenzio. Decide di accettare consapevolmente la sua paradossale situazione e continua a indossare davanti al mondo quella falsa identità protettiva, rassegnandosi a recitare la parte che gli altri gli hanno assegnato affinché tutto proceda, in apparenza, tutto per bene.